Diaframma

Diaframma: l’unica respirazione che non è diaframmatica è l’assenza di respirazione. Se il diaframma non lavora siamo morti. Ci son modalità di lavoro del diaframma che presentano storture di vario tipo e praticamente un solo modo di averlo che lavori in modo davvero corretto e non è detto che solo se è del tutto corretto sia possibile un buon gesto vocale, che può essere presente anche se il lavoro del diaframma non è ciò che in teoria denota un respiro perfetto. Certe deformazioni impediscono l’utilizzazione degli strumenti del cantante, di cui il diaframma e il suoi agganci sono una parte, ma che non coincidono con il respiro automatico e il lavoro del diaframma stesso per respirare.

*All’interno di questi margini, allenamenti e utilizzazioni è buona parte della tecnica vocale. Io chiamo tecnica una maniera efficace, ripetibile e non dannosa di ottenere dei risultati musicali.

**Alcuni difetti che vanno corretti in alcuni in altri vanno ignorati o al massimo contenuti per non essere di impedimento, ma se fanno parte della ricerca espressiva e musicale e son parte della sua efficacia vanno il più possibile preservati.
*** Quest’ultima cosa anche detta: non tutti i settaggi devono essere uguali e non tutti devono cantare nello stesso modo.


Appunti sullo studio scientifico

Lo studio verte sulla possibilità di lavorare sulla respirazione e il diaframma in modo da organizzare un lavoro correttivo di molte delle distorsioni e sbagliate dislocazioni che un diaframma non capace di avere una corretta e completa distensione e contrazione comporta.
La novità è nel non applicare il principio del contenimento del gesto distorto nei suoi effetti, ma in un lavoro specificato e mirato a recuperare un corretto ed efficace respiro essenziale in modo tale da correggere e potenziare anche gli strumenti tecnici già esistenti e che hanno dei limiti proprio nel non saper lavorare agganciando direttamente ogni parte del diaframma e lavorare direttamente sulla distensione dei punti di aggancio in contemporanea alla contrazione del diaframma stesso.
Si riesce così, tra l’altro, a correggere la prevalenza della componente dorsale e l’incapacità degli addominali nel davvero contenere precisamente l’eccessiva discesa diaframmatica.


Il sistema complesso canto

Cantare è regolare un sistema complesso, e per sua natura funziona davvero quando si insegnano percorsi direttamente complessi per attivarlo e controllarlo. Questo desta la sensazione di casualità o magia che i non professionisti o i non davvero tecnici ritrovano nell’avere o meno voce.

Non è illogico o casuale, solo delicatamente complesso.Ciò non significa che non si curino aspetti singoli e parziali, con un lavoro mirato e precisissimo, ma ben distante e differente e non confondibile con il gesto complesso che si deve indurre a trovare.

E l’espressione indurre a trovare non è casuale o imprecisa, se si vuole un risultato davvero efficace non si devon dare appigli a gesti meno complessi, seppur paganti in un raggio di orizzonte breve.

La cosa rincuorante e che facilita molto il ritrovare il gesto complesso è che una volta indotto viene ricordato con una precisione e semplicità anche disarmante e il senso di piacere e benessere complessivo è tale da facilitare la sua riproposizione. Il cercare invece di prevedere e regolare in maniera solo volontaria e volontariamente direttamente indotta renderà impossibile il perfetto gesto complesso, facendo prevalere in maniera troppo squilibrata l’elemento che si crede indispensabile. Come per il vero inspiro, che ben ha definito e delimitato Ilse Middendorf, solo si può creare le condizioni per farlo avvenire (anche a piacimento e regolato precisamente per quando serve) mentre la parte volontaria dell’inspiro ne è complemento ma non parte fondante. In questo senso di ricerca volontaria e controllo tramite vie tanto indirette da sembrar al principiante casuali o frutto di abbandono dell’obiettivo è una parte fondante del gesto vocale efficace e musicalmente rilevante.