My students: Rita Negrini

Enjoy!


How to reprogram bad positions in a singer using an arpeggio of major 6th


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Vocalise useful and funny

Laughing while working can be useful and concentrated. A funny vocalise of mine, 😀


My students: E***

E*** is now going on her own, it was the correct moment to do it after six years of lessons together. Good luck, ❤

My students: E**** / I miei allievi: E***

My students’ Recital part 1st

 

Lucia Cossu

She is 16, she studies with me since she was 10. Great personality, more jazzy than what she thinks now of herself.   Here some covers and one of her compositions. Enjoy.

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Lettera ai miei studenti

Quando cominciai a prendere lezioni di canto andai da Giannella Borelli, quando cambiai orario entravo dopo Chiara Taigi o Sumi Jo e la sentivo parlare di allievi che vincevano concorsi e che la invitavano nei vari teatri dove avevano ruoli. Era bravissima: un pensiero, una sapienza, il senso delle sfumature della tecnica belcantistica italiana che regolarmente ridiventa la base di ogni vocalità che sa quel che fa. Mi catalogò come soprano leggero e la nostra lezione delle 08:30 am di 45 min (per sua imposizione e ora che insegno so perché, mentre io la avrei voluta di 60) consisteva in vocalizzi fino al Sib sovracuto. Aveva sbagliato catalogazione, sono un contralto e già lo sapevo,  entrando in Conservatorio la abbandonai perché sapevo non essere un soprano leggero. Feci con lei una cosa che faccio con voi e che dopo un po’ che ci conosciamo chiedo sempre anche a voi: feci quella che poi sarei diventata come cantante, feci quello che avrei sempre fatto e che metodologicamente ha reso possibile i risultati che ho avuto da cantante e ora da insegnante. Ho sempre pensato fosse una eccezionale didatta vocale, man mano che miglioro insegnando lo penso sempre più. Non era meno brava per il suo errore, ero io a dover far qualcosa per imparare nonostante fossi nel cono d’ombra del suo sguardo tecnico. Ho cercato di farlo e di imparare da quello che aveva seminato anche senza che lo sapessi, pur non andandoci più, e quindi evitando di avere una modifica significativa del mio percorso. Questa è una cosa che dopo un po’ che siamo insieme comunque vi chiedo, ovvero di non essere pigri su una cosa che vi interessa, di diventare voi attivi e capaci, di essere oggettivi e generosi anche quando siete o vi troverete nel cono d’ombra (e come sapete delle volte vi ci metto apposta nel cono d’ombra per controllare che reagiate come si deve). Io lo sono con voi, e questo vi chiedo ora che vi sto dicendo che andrò via dall’Italia. Spero che una scuola con un terreno già formato mi voglia o che un centro di ricerca sia interessato alle mie ricerche e se non la troverò la creerò in luogo meno inadatto di questo come ho già fatto. Come sapete conoscendomi non vi abbandono, solo vi metto nelle condizioni di dimostrarmi che avete imparato e siete in grado di attivare ciò che di meglio vi posso insegnare: ovvero a essere  e mettere voi quella cura e allegria e profondità e disordine utile e a far quel passo che comunque la musica e il palco richiedono e che ci fa ritrovare come colleghi con tutti quelli che finora questo passo lo hanno fatto. In genere vi spingo e vi metto anche incastrati a non poterlo svicolare e avviene con il palco o risolvendo i difetti a lezione, qui vi chiedo di farlo per vostra scelta precisa. Vi chiedo di non sentirvi abbandonati, perché mi conoscete abbastanza da sapere che skype esiste e ci si fa lezione molto bene se si vuole, e anche un divano per chi vuole passare a trovarmi ma di spostare la prospettiva e essere anzi entusiasti che io vada dove si può costruire per me quel futuro che qui è tutto solo nel vostro progredire. Non sentitevi traditi o non considerati dal mio partire, è il contrario. Fate il cambio di prospettiva e pensate che vi tradirei se rimanessi, smentirei quello che insegno se rimanessi dove per motivi strutturali e storici vado sprecata, come avreste il diritto di sentirmi vacua se invece che andar via dalla Borelli fossi rimasta lamentandomi poi della mia mancata carriera per sua responsabilità. Siate i cantanti che so che siete e che vi insegno a essere.


Who am I

I am someone who can solve the reason why some people can’t be effective in a vocal technique or style, or when a professional can’t have the full or correct use of its instruments even with good teachers or coachs.  I was a soloist and being trained in Italian Belcanto technique. A chronic disease that affects my inflammation level in the body related to a medical malpractice made my career  last just three years during which I achieved goals I even had not dreamt about (further details https://luciacossu.com/about/).
lucia11I started then teaching vocal technique. I have found some principles to work on the reason why some can’t have a proper vocal technique even with good teachers. I found the relation voice-muscular chains in a way not imagined by professionals. It is a very specific work, nothing to do with effective but less precise works on body and posture usually used in many forms and I consider now it a technical vocal work. I have a complete success in 98% of the cases. To be sure that the results with my students were appropriate under any point of doubt as they presented themsevels while and after working togheter I put some people with and without vocal problems under medical control before and after our work togheter and  it was confirmed the solution of their vocal problems in very short time, while a medical prevision of no improvement possible (https://luciacossu.com/2016/09/13/sister-i-another-example-of-my-method/, M. 7 years old/ M. 7 anni, One of the participants to my study last year) and those with no issues had confirmed an improvement in voice and posture.
When I say it is new I don’t mean that my work comes from nothing and goes to a new land, no. I mean that it brings to the vocal land many that couldn’t previously reach it. And those who are yet there have a way to refine and obtain more.

That it is: a way to bring to voice and voice styles and technique or even just natural voice those who couldn’t before.
It is a sort of way to put everybody to the zero point.


My students: Rita Negrini

Yesterday evening we made a little demo with two technical songs with Rita Negrini that you heard from the July students’ Recital.

Enjoy!


On contemporary voice / Sulla voce non “classica”

One thing that has been a defeat to classical singers and teachers, and still persists as an issue, is the comprehension of musical and sound requires by voices used for contemporary purposes and t…

Source: On contemporary voice / Sulla voce non “classica”